I programmi, non altro, danno ragione a Loriana Stella
Domenica, 21 Giugno 2009
Prima di scrivere un commento e un appello per il 21 e 22 giugno ho deciso di lasciare decantare la situazione. Troppi veleni, troppe delusioni, troppe liti sotterranee per riuscire a scrivere con tranquillità di ciò che è successo e di ciò che succederà ad Orvieto. Ora i tempi sono maturi anche perché si avvicina a grandi passi la seconda prova, quella finale e determinante del ballottaggio.
I commenti, spesso anonimi, sui giornali on-line sono stati impietosi a volte cattivi, pieni di astio e rare volte costruttivi. Qui vorrei provare a fare una breve analisi del voto e chiedere che domenica e lunedì si voti per Loriana Stella su ragionamenti veri e non per sola partigianeria o paura dell’altro (da socialista-riformista non posso che vedere con favore l’avversario, da non confondere con il nemico).
A poche ore dall’inizio dello spoglio elettorale erano già chiarissimi due fenomeni: il voto disgiunto che ha sfavorito la Stella e il successo della lista civica Orvieto Libera creata qualche mese prima da Angelo Ranchino. Questi due fatti hanno portato Orvieto al ballottaggio e all’insicurezza nel centro-sinistra. L’Italia si dimostra un’altra volta laboratorio politico davvero strano. Il voto disgiunto è una stravaganza che nessun altro si permette perché l’anatra zoppa non piace in giro per l’Europa. Ha poco senso, in verità, andare a votare per un candidato perché considerato valido e poi non condividere la sua scelta di campo. E qui mi sento di dare una risposta a chi sta già dicendo che le maggioranze in consiglio si fanno sui programmi. Non è così. Una volta, con la vecchia legge, si poteva ragionare su questo tema ma oggi con la scelta diretta del sindaco chi viene eletto lo è perché la preferenza è stata scritta per adesione ideologica ad un programma di governo, almeno nella massima parte dei casi. Insomma chi ha votato un consigliere del centro-sinistra ha inteso condividere anche il programma di coalizione e della Stella, così chi ha votato un consigliere del Pdl ha inteso condividere anche il programma di Concina. Certamente c’è il disgiunto che complica la vita. Qualcuno potrebbe obiettare che in molti, circa il 6%, hanno dato la fiducia a candidati di centro-sinistra ma non al sindaco. E’ vero, per carità, ma quel candidato, in virtù della legge elettorale, si è presentato in una tale lista legata ad un candidato sindaco per condivisione programmatica e coesione politica. D’altronde nel recente passato proprio chi oggi già annuncia possibili maggioranze diverse in consiglio ha tuonato e duramente apostrofato chi, Massimo Morcella, ha deciso di passare dalla minoranza alla maggioranza. Mi viene una domanda, ma perché questo non andava bene e invece eventuali passaggi di campo il 22 giugno sì?
Un secondo capitolo deve essere assolutamente aperto sui programmi. Li ho letti attentamente come dovrebbe fare ogni bravo giornalista, la mia professione. Si parte in ambedue i casi con l’assioma che il bilancio comunale è pesante, che ci sono debiti alti. La soluzione individuata dalla Stella è chiara, ricognizione veloce, ridistribuzione delle risorse laddove necessarie, preparare l’amministrazione al pagamento del primo rateo in autunno del debito contratto con le banche e taglio delle spese con la diminuzione del numero degli assessori e del cda dell’AFM, per iniziare. Dalla parte di Concina s’inizia con l’affidamento della ricognizione del debito ad una primaria agenzia internazionale di rating (che vorrà essere ben pagata e che richiederà del tempo) dopo una regolare gara a livello europeo (per la trasparenza degli atti e con un tempo di 90 giorni). Intanto il tempo vola, c’è l’assestamento di bilancio da fare entro il 30 settembre e il rateo che si avvicina minacciosamente. Sulle agenzie di rating non faccio commenti, ma basta ricordarsi che hanno certificato i bilanci di Cirio e Parmalat solo per citare due esempi Mi preoccupa il tempo necessario per avere un quadro della situazione, troppo!
Dopo questo assioma c’è chi presenta una lista della spesa che poco coincide con la necessità di tagliare le spese e cito alcuni esempi. Il centro-destra parla di collegamenti orari tra le frazioni e il centro, dimenticandosi che per questi servizi l’ATC viene remunerata dal Comune, basta andare a vedere l’attuale convenzione in essere. Più avanti si dice: “Sarà avviato un piano di protocolli d’intesa con le Università di Roma, Viterbo, Siena che consenta a questi Atenei di vedere in Orvieto la corretta localizzazione di iniziative formative di alto livello post-laurea per creare un attraente bacino, dal quale le imprese possano attingere per collocare nella nostra città investimenti per il decentramento delle loro sedi produttive e di ricerca e sviluppo”. Ci si dimentica che esiste un Centro studi che lavora benissimo, che ospita 700 studenti americani l’anno, che ha la Scuola Librai, corso post-laurea in collaborazione con l’Università di Venezia, che collabora con la Cattolica di Milano. Una realtà presente, viva, attiva, pronta e con strutture all’avanguardia non viene assolutamente citata. Gli accordi vengono fatti dal CSCO già ora, non c’è bisogno d’inventarsi nulla di nuovo. Già oggi l’attuale consiglio ha messo in atto un politica di coinvolgimento delle realtà produttive dell’ICT e dell’enologia per creare percorsi formativi ad hoc, alcuni dei quali già avviati e ufficializzati per il prossimo futuro. Già oggi il consiglio ha inserito, su mia personale proposta, che nelle convenzioni future venga previsto un numero riservato di iscrizioni gratuite a studenti orvietani qualificati.
Scorro il programma del centro-destra e leggo: “Saranno riportati al centro della città, nella loro localizzazione storica, tutti i servizi comunali oggi decentrati presso alcuni locali inerenti l’area della Caserma Piave…”. Ottima idea se non fosse che molti di quei servizi erano in siti in locazione (un costo per l’amministrazione) o in aree non adeguate o in siti non più di proprietà comunale.
Qualcuno potrebbe comunque ribadire il concetto della novità. Ma non mi basta per cambiare opinione. La Stella ha rappresentato e rappresenta una novità nel modo con cui si è candidata, rompendo quella granitica unità che da sempre ha governato all’interno del maggior partito di sinistra; rappresenta una novità in quanto donna e amministratrice capace; rappresenta una novità in quanto ha promesso e scritto che il palazzo comunale sarà di vetro, cioè completamente trasparente; è una novità perché ha già messo in campo una squadra per il 90% nuova e con un 10% di esperienza che va ben oltre la semplice rappresentanza in consiglio comunale.
La scelta per Loriana il 21 e 22 giugno non è quindi una mera scelta di continuità, troppo semplice, ma di rottura con il passato, di governabilità (il centro-sinistra è già maggioranza in consiglio e tale rimarrà con qualsiasi risultato al ballottaggio), di innovazione nei metodi e nel pensiero, di professionalità e attenzione all’amministrazione pubblica, di solidarietà e di apertura al mondo associazionistico cattolico come mai era successo nel passato.
2 commenti a “I programmi, non altro, danno ragione a Loriana Stella”
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peccato che ho letto solo dopo aver votato, ed ho votato concina.
se no il lavaggio del cervello avrebbe potuto funzionare e magari votavo la stella.
certo che di stranezze in italia ce ne sono davvero molte,
i giornalisti che invece di informare dettano la dottrina politica…. come professori di filosofia e storia. e magari sono proprio dei professori, o magari, comunque, si prendono il ruolo di insegnarei…. loro che la sanno lunga.
ma a me pare che la sappiano lunga come la sappiamo lunga un po’ tutti, solo che tanti, sempre di più, si sono stufati dei soliti noti, magari grigi, che si muovono in seconda linea, dietro le quinte, e che pretendono di continuare a muovere tutto secondo loro…. naturalmente a proprio favore uso e consumo.
tanti sperano in un cambiamento, un’alternanza, un po’ di libertà.
speriamo di essere abbastanza.
oramai i giochi sono fatti e il voto è nell’urna.
che dio ce la mandi buona!.
in ogni caso, chi vinca vinca, qualcosa è cambiato in città.
chissà se anche i giornalisti se ne accorgeranno?
jodio puro
Più che Jodio io avrei scritto odio. A parte le battute, ritengo che sia giusto che un giornalista esprima le sue opinioni e non, come altri, si nasconda dietro la foglia di fico della libertà per fare lo stesso senza dirlo. Non ho dettato, ho fatto un commento dal mio punto di vista, condivisibile o meno. D’altronde ero candidato e la coerenza mi ha spinto a scrivere l’editoriale che ha letto. Non ho parlato contro qualcuno ma per qualcuno. Già questo mi sembra un progresso.
Sul muoversi in seconda linea, non ne voglio fare un commento personale, almeno spero. Io non ho mai nascosto le mie simpatie, mi sono esposto, ho lavorato per il bene della città, non ho ricevuto grandi compensi, non ho bisogno di lavorare e sistemare nessun parente o amico.
Le democrazia, e l’ho scritto, è alternanza e cambiamento e non ci vedo nulla di male nel risultato di ieri come ho scritto nell’articolo “la sinistra ha fatto sboom…”
Il dietro le quinte lo hanno fatto e continueranno a farlo altri, io ci ho messo la faccia E sono pronto ad ogni confronto, magari di fronte ad un buon caffè…